L'arte del Terzo Millennio - Parole Spalancate Intervista a Ennio Bianco
Attivo dal 1995, il Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate” è la più grande e longeva manifestazione italiana di poesia
Festival, poesia, Genova
2008
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L’arte del Terzo Millennio

L’arte del Terzo Millennio

L’ARTE DEL TERZO MILLENNIO
Rubrica di Virginia Monteverde*


NFT LA NUOVA FRONTIERA DELL’ARTE DIGITALE

Claudia_Marmeggi

(Azzurro, opera NFT di Claudia Emme, esposta alla Etherea Art Gallery di Genova)

Siamo agli albori di una rivoluzione nel mondo dell’arte del Terzo Millennio.

L’avvento degli NFT ( Non-Fungible Token) rende di fatto preziosa e commerciabile una forma d’arte che fino a poco tempo fa aveva il suo tallone d’Achille, dal punto di vista della commerciabilità, nel fatto di essere riproducibile con caratteristiche del tutto sovrapponibili a quelle dell’originale. In parole povere, l’introduzione degli NFT consacra la dignità dell’opera d’arte digitale originale, rendendola quindi vendibile sul mercato a un valore molto superiore.

A Ennio Bianco, curatore e critico d’arte esperto di arte digitale, chiediamo di aiutarci a comprendere più chiaramente che cosa rappresenta questo fenomeno.

Bianco, può spiegare in termini semplici che cosa sono gli NFT ?
L’ NFT ( Non Fungible Tokens) è un sistema associato alla tecnologia blockchain – la stessa usata dalle crypto monete per capirci – che permette di tracciare fin dall’origine qualsiasi movimento dell’opera d’arte digitale attraverso una catena indelebile di algoritmi; in questo modo viene garantita l’autenticità di un’opera. Le opere d’Arte Digitale, tuttavia, per loro natura sono sempre duplicabili, trasmissibili, condivisibili, ecc., ma con la registrazione del crypto certificato NFT si dichiara che fra tutte le copie solo una è l’originale, è l’autentica.

Che impatto hanno gli NFT sull’arte del terzo millennio al netto dell’effetto bolla speculativa che secondo alcuni si sta già creando?
Non c’è dubbio che l’NFT sarà la tecnologia per le autenticazioni. Di conseguenza il minor numero delle opere autenticate in circolazione farà sì che il loro valore trovi un equilibrio e si stabilizzi, soprattutto che si rapporti alla qualità.

Questa nuova tecnologia può cambiare il rapporto fra artisti, galleristi/curatori e collezionisti, o queste figure continueranno ad avere un ruolo fondamentale anche nel campo dell’arte digitale, a garanzia della qualità delle opere sul mercato?
In questo momento, purtroppo, nel mercato della crypto arte c’è molta confusione probabilmente dovuta ad un’abbondanza di capitali finanziari che non sanno più dove approdare. Questo ha fatto sì che la qualità delle opere oggetto di scambi conti molto poco. Ugo Fantozzi avrebbe usato una espressione più colorita. Se si dovesse continuare con questo andazzo il mercato dell’arte finirebbe per sancire il trionfo dell’estetica pop-kitsch.

Quindi è assolutamente necessario che le gallerie, i curatori e i collezionisti tornito a svolgere il loro ruolo vitale nell’indicare quale è l’alta cultura per la nostra società.

Nel far questo si dovrà, inevitabilmente, affiancare agli attuali sistemi di autenticazione anche il sistema NFT – che peraltro può essere usato anche per l’arte non digitale – ma il consiglio che mi sento di dare loro, e soprattutto agli artisti, è di evitare l’indicazione del prezzo dell’opera al momento della registrazione dell’NFT, altrimenti, così facendo, si finirebbe per esporla al giudizio di un mercato di massa dominato da gusti spesso discutibili.

 


virginia monteverde*Virginia Monteverde vive e lavora a Genova. Le sue scelte artistiche sono orientate alla sperimentazione digitale: pittura digitale, videoarte, e installazioni multimediali. E’ direttrice artistica di Art CommissionEvents, e cura il coordinamento e la promozione di eventi culturali in Italia e all’estero.