Cronache di una flâneuse - Parole Spalancate Il mistero di Nelson Le Follet
Attivo dal 1995, il Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate” è la più grande e longeva manifestazione italiana di poesia
Festival, poesia, Genova
1982
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Cronache di una flâneuse

Cronache di una flâneuse

CRONACHE DI UNA FLÂNEUSE
Rubrica di Anja Schneller*


Con questo articolo inizia la collaborazione di Anja Schneller con elettRivista

IL MISTERO DI NELSON LE FOLLET ALIAS BARTOLOMEO VIGANEGO, DETTO ENRICHETTO

cimitero staglienoUna domenica pomeriggio di aprile, cammino sul cimitero di Staglieno, adoro le piante rigogliose in verde scuro intorno alle enormi cappelle, altari e tombe di famiglia con porte semiaperte che mi invitano a dare uno sguardo timido per sentire l’aria dei fantasmi.

Sto cercando la tomba del mio amico Nelson Le Follet che non è tra le tombe delle celebrità genovesi. Com’è possibile? E che scandalo non sia conosciuto!
Fu lui, infatti, a iniziare la rivoluzione di velluto e a far cadere il muro con la sua audacia acrobatica e colorata. Durante la sua giovinezza ha persino collaborato con i fratelli Lumière – i grandi inventori del cinema europeo.
Per fortuna lo psicologo Carlo Alfredo Clerici e una sua amica gli hanno dedicato un libro: Carlo Alfredo Clerici et Stefania Acerra, Le magiche avventure di Nelson Le Follet. Vita e spettacoli di Enrico Viganego, artista della Belle ÉpoqueActes de conférences : Milan, 8 septembre 2015. Avec le témoignage de Elvira Costa, descendant de Bartolomeo Viganego

La conoscenza del famoso Nelson Le Follet, nato a San Fruttuoso a Genova, l’ho fatta molto tempo fa, nell’estate del 1989, quando mia madre ebbe la brillante idea di mandarmi da mio zio Fred, 84 anni, a Plauen nella DDR.
Ero già una adolescente e ho preso il treno da sola, al confine che oggi non esiste più, grazie a Nelson. I soldati armati e seri controllavano i nostri passaporti. All’arrivo, eravamo dovuti andare al municipio per registrarci e cambiare 25 marchi in Mark DDR per ogni giorno che volevamo rimanere a casa di mio zio che si trovava in un paese totalitario di assurdità urlante.
Quando era giovane, zio Fred aveva lavorato a Parigi, Londra, Madrid, dove suo padre lo aveva mandato come stagista nei negozi che vendevano i suoi famosi abiti di pizzo e anche per assicurarsi che i negozi facessero un buon lavoro e avvolgessero abiti delicati, guanti e altri accessori da donna con carta di seta e in prestigiose scatole di cartone. Forse aveva incontrato il famoso Nelson di Genova in questo bellissimo periodo?

nelson-le-folletnelson-le-folletMi mostrava la sua città e visitava le famose grotte di sale della zona per lasciarci scattare foto in bianco e nero con i visitatori.
Qualche pomeriggio andavo in giro per la città da sola per cercare di sbarazzarmi di quei soldi ridicoli, così mi mettevo in fila di fronte a una libreria dove vendevano classici e visioni romantiche del comunismo, guardavo i jeans della Germania dell’Est che mi deprimevano per la loro bruttezza e mi ritrovavo in una galleria d’arte che vendeva vecchi poster Art Déco e della Belle Époque. Sono rimasta affascinata da Aubrey Beardsley e dalla sua Salomè, da vecchie foto e ho scoperto questo turbolento poster del famoso Nelson Le Follet e del suo pezzo “Il sogno di un fornaio” che ho comprato per mostrarlo ai miei nuovi amici in città, a mio zio e a sua moglie. I miei amici non credevano ai loro occhi:
“Che poster! Ma hanno il diritto di fare tutto? Illusionisti, acrobati, comici, ballerini e non ci sono spie di Stato che sorvegliano tutto?”
“Sì, per le spie fingere di essere acrobati era piuttosto pericoloso… ecco da dove viene la famosa frase: Il corpo non può mentire
“È incredibile.. Vogliamo fare lo stesso.”
Cosi la rivoluzione di velluto è nata e anche mio zio si è messo nel suo costume “Schlaraffen” di questa associazione segreta di cui faceva parte e raccontava di come aveva assistito a una commedia di Nelson a Parigi con mio nonno che era pronto a scappare per unirsi alla sua compagnia ma che purtroppo era stato riportato indietro da suo padre, mio bisnonno…
E così, con la visione di questo manifesto di azioni incredibili, i giovani della DDR sono diventati sempre più ribelli, hanno iniziato a chiedere i veri bei jeans di Genova, le scarpe da ginnastica alla moda, la libertà e i viaggi… sappiamo come è andata a finire.

Alla fine, qui, non ho ancora trovato la sua tomba.
Il cimitero chiude tra un quarto d’ora e corro al piano di sotto per uscire prima, faccio un ultimo breve giro tra le piccole tombe che incontro… niente.
È un grande scandalo non evidenziare la tomba del nostro eroe della rivoluzione di velluto che da allora ha decorato il muro della mia cameretta.

 


anja schneller*Anja Schneller ha studiato troppo teatro, letteratura e danza a Magonza, Londra, Berlino e Montreal .. così ha perso amici che non erano mai contenti. Da allora galleggia tra i Paesi e soffre della malattia “timidity is killing me”. Per questo motivo è attratta dalla città di Genova.
Fa anche teatro del corpo, mimo e improvvisazione, insegna e lavora con i rifugiati, si diverte a filmare e scattare foto di fiori e altre bellezze.